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Il secondo
titolo mondiale
Dopo il mondiale del '34 e l'oro olimpico del '36, l'Italia
di Pozzo va in Francia a caccia di un fantastico tris. La
squadra, più forte di quattro anni prima, è
convinta dei propri mezzi ed è ricca di giocatori
di classe: il trio Colaussi-Piola-Meazza non ha eguali al
Mondo.
Gli azzurri faticano soltanto all'esordio
contro la Norvegia, battuta per 2 a 1 dopo i tempi supplementari.
Poi nei quarti contro la Francia padrona di casa gli azzurri
danno spettacolo e il 3-1 finale non ammette discussioni.
In semifinale analoga sorte tocca al Brasile,
superato a Marsiglia per 2 a 1, con gol di Colaussi e Meazza.
Quindi la spettacolare finale disputata allo stadio parigino
Colombes: 60 mila spettatori applaudono alla velocità
degli azzurri, che schiantano i magiari, ancora impostati
su ritmi blandi, tipici della scuola danubiana.
Il secondo titolo è firmato da due
doppiette di Colaussi e Piola.
Gli ungheresi riconoscono sportivamente la superiorità
dell'Italia
e il loro capitano Sarosi, stringendo la mano a Meazza,
gli sussurra in perfetto italiano: "La vittoria è
andata certamente ai migliori".
E' il grande momento dello sport azzurro,
vincitore con Bartali del Tour de France, come sottolineato
dal Presidente della Repubblica Francese Lebrun, che nel
consegnare al capitano azzurro Meazza la Coppa Rimet già
vinta quattro anni prima a Roma, esclama: "Vincono
proprio tutto, questi benedetti italiani!".
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