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Un inatteso
quarto posto
L'Italia di Bearzot arriva ai mondiali d'Argentina a fari
spenti, con una formazione che sulla carta non sembra in
grado di competere con le migliori. Ma l'innesto all'ultimo
momento di Paolo Rossi il bomber del Vicenza di Gigi Fabbri,
e di Cabrini cambia volto alla squadra, che come d'incanto
comincia a volare.
Nel girone eliminatorio batte Francia, Ungheria
e, sopratutto Argentina, giocando il miglior calcio del
torneo. Il goal di Bettega dopo un fantastico uno-due con
Rossi costringe i bianco-celesti di Menotti a lasciare Buenos
Aires, e da quel momento lo stadio del River Plate diventa
la casa degli azzurri.
Nel primo incontro del girone di semifinale
la Germania Ovest, avversario tradizionale, alza le barricate
di fronte alla superiore organizzazione di gioco dell'Italia,
che dà spettacolo, inchioda i tedeschi per 90 minuti
nella loro metà del campo, ma non riesce a passare.
Và meglio con l'Austria, battuta da
un goal di Paolo Rossi, e quindi ci si gioca tutto con l'Olanda
: chi vince disputa la finalissima. Azzurri in vantaggio
grazie ad una autorete di Brandts, che però firma
il pareggio al 50' e quindi un tiro di Haan dalla lunga
distanza ci condanna alla finale di consolazione.
Esaurito il "magic moment" della
prima fase dei mondiali, l'Italia si arrende al Brasile,
battuta da due siluri di Nelinho e Dirceu nel giro di sette
minuti. Il titolo mondiale và all'Argentina, approdata
in finale grazie a un 6 a 0 "su misura" ottenuto
contro il Perù nell'ultimo incontro del girone di
semifinale.
Contro l'Olanda finisce 1 a 1 il tempo regolamentare,
poi nei supplementari Kempes e Bertoni regalano ai sud-americani
il primo titolo mondiale della loro storia calcistica.
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